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venerdì 13 gennaio 2012

VOI TACETE..................NOI GRIDIAMO GIUSTIZIA.......E ARRIVERA'.........

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CLICCATE SOPRA E ASCOLTATE GLI INTERVENTI........
ORA E TOCCATO A NOI MA I PROSSIMI POTRESTE ESSERE VOI O I VOSTRI CARI.
NESSUNO E' IMMUNE FINCHE' LASCIAMO CHE ACCADANO QUESTE COSE SENZA PROTESTARE CIVILMENTE.
CHIEDERE VERITA' ,GIUSTIZIA, CON LA RIMOZIONE DEI COMPONENTI DELLE FORZE DELL' ORDINE CHE HANNO COMMESSO GRAVI REATI  CONTRO IL CITTADINO E LA COMUNITA'
E' UN SACROSANTO DIRITTO , MA E' ANCHE UN DOVERE DEGLI ORGANI COMPETENTI PRENDERE PROVVEDIMENTI ADEGUATI NEI CONFRONTI DI CHI LI HA COMMESSI.
ARRIVEDERCI IN TRIBUNALE........
E A QUALCUNO BUONA CAMPAGNA ELETTORALE......

2 commenti:

  1. Gentilissimo sig. Uccheddu... con molta ammarezza e commozione ho letto quanto da Lei scritto. Ho militato nell'Arma dei Carabinieri per 31 anni, dovendo poi lasciare per giocoforza a causa di grave malattia, il servizio, venendo posto, contro la mia volontà, in congedo a seguito di riforma sanitaria. I fatti che vi sono accaduti sono tremendi! Le gravissime mancanze dei carabinieri del posto sono palesi e inconfutabili. Penso e provo a immaginare la tremende sofferenza a cui è stata sottoposta la Vostra povera mamma, Maria, si chiama come la mia mamma, e provo una rabbia incontenibile al pensare che ciò poteva essere evitato e non lo è stato per la semplice inezia di chi aveva il dovere di proteggerla, pur essendo stati avvisati in tempo utile. Non sempre, glielo garantisco, si ha la fortuna della partecipazione attiva e preventiva di testimoni come nel vostro caso. La diffidenza dei cittadini, purtroppo a volte giustamente esistente, verso le istituzioni è sempre più forte, nonostante la serietà umana e professionale dei molti che lavorano in divisa. Sto male quando vengo a conoscenza di una notizia come quella che ha colpito la Vostra famiglia, come uomo e come carabiniere. Fare il carabiniere, che non è un mero mestiere bensì una vera e propria missione non è da tutti e, purtroppo, molti tradiscono questo principio infangando l'istituzione in disprezzo dell'onore dei tanti caduti nell'adempimento del dovere in difesa dei cittadini. Non nego che la Vostra storia mi ha commosso e straziato l'animo anche perché subite ancora tante ingiustizie dalle istituzioni. E con le lacrime agli occhi per un dolore indiretto ma comunque forte che idealmente mi lega a Voi che e, se mi permettete, Vi abbraccio dicendovi semplicemente che la vostra mamma, da dove si trova, vi guarda con orgoglio per quello che state facendo in nome della giustizia... si giustizia! Voi non aveta mai parlato di vendetta e ciò vi onora. Ah! se il nostro ben amato Presidente della Repubblica si occupasse un po' di più di questi fatti e meno dei pettegolezzi di corridoio forse in Italia otterremmo più giustizia. Giustizia anelata da tutti i cittadini onesti. Buona fortuna! Spero che troviate dei bravi e onesti magistrati che Vi diano... finalmente, giustizia!
    Un caro saluto a Lei e ai suoi sfortunati congiunti e un commosso pensiero alla Vostra povera mamma.
    Paolo Ernesto Giglio

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  2. Gentilissimo sig. Uccheddu... con molta ammarezza e commozione ho letto quanto da Lei scritto. Ho militato nell'Arma dei Carabinieri per 31 anni, dovendo poi lasciare per giocoforza a causa di grave malattia, il servizio, venendo posto, contro la mia volontà, in congedo a seguito di riforma sanitaria. I fatti che vi sono accaduti sono tremendi! Le gravissime mancanze dei carabinieri del posto sono palesi e inconfutabili. Penso e provo a immaginare la tremende sofferenza a cui è stata sottoposta la Vostra povera mamma, Maria, si chiama come la mia mamma, e provo una rabbia incontenibile al pensare che ciò poteva essere evitato e non lo è stato per la semplice inezia di chi aveva il dovere di proteggerla, pur essendo stati avvisati in tempo utile. Non sempre, glielo garantisco, si ha la fortuna della partecipazione attiva e preventiva di testimoni come nel vostro caso. La diffidenza dei cittadini, purtroppo a volte giustamente esistente, verso le istituzioni è sempre più forte, nonostante la serietà umana e professionale dei molti che lavorano in divisa. Sto male quando vengo a conoscenza di una notizia come quella che ha colpito la Vostra famiglia, come uomo e come carabiniere. Fare il carabiniere, che non è un mero mestiere bensì una vera e propria missione non è da tutti e, purtroppo, molti tradiscono questo principio infangando l'istituzione in disprezzo dell'onore dei tanti caduti nell'adempimento del dovere in difesa dei cittadini. Non nego che la Vostra storia mi ha commosso e straziato l'animo anche perché subite ancora tante ingiustizie dalle istituzioni. E con le lacrime agli occhi per un dolore indiretto ma comunque forte che idealmente mi lega a Voi che e, se mi permettete, Vi abbraccio dicendovi semplicemente che la vostra mamma, da dove si trova, vi guarda con orgoglio per quello che state facendo in nome della giustizia... si giustizia! Voi non aveta mai parlato di vendetta e ciò vi onora. Ah! se il nostro ben amato Presidente della Repubblica si occupasse un po' di più di questi fatti e meno dei pettegolezzi di corridoio forse in Italia otterremmo più giustizia. Giustizia anelata da tutti i cittadini onesti. Buona fortuna! Spero che troviate dei bravi e onesti magistrati che Vi diano... finalmente, giustizia!
    Un caro saluto a Lei e ai suoi sfortunati congiunti e un commosso pensiero alla Vostra povera mamma.
    Paolo Ernesto Giglio

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